Terracina: monumenti e luoghi d’interesse

0
384

Terracina è tradizionalmente suddivisa in una città alta, l’antico centro cittadino con l’acropoli, sviluppatasi ulteriormente in epoca medioevale, e in una città bassa, frutto di una prima espansione in epoca romana, lungo la strada verso il porto, e di una seconda espansione avvenuta principalmente nel XIX e XX secolo, in seguito alla bonifica delle paludi pontine da parte di papa Pio VI nel XVIII secolo e di Benito Mussolini negli anni Venti e Trenta del XX secolo.

Fuori dalla città, sulla cima del Monte Sant’Angelo, si trova l’antico Tempio di Giove Anxur.

Nei dintorni vi è il Parco Nazionale del Circeo, situato a pochi chilometri dalla città.

TERRACINA ALTA O ANTICA

Complesso monumentale del Foro Emiliano
La parte alta della città si imposta intorno alla piazza centrale, l’antico Foro Emiliano, centro cittadino dell’epoca romana, conservatosi nei secoli e sede della Cattedrale di San Cesareo e del Palazzo Comunale (piazza del Municipio). L’antico foro romano era attraversato lungo il lato settentrionale dalla via Appia, di cui è stato ripristinato il lastricato e il marciapiede, con canale di scolo: la via era in origine separata dall’area forense per mezzo di una serie di pilastrini. La piazza conserva tuttora l’antica pavimentazione in lastre di calcare (fine del I secolo a.C. – inizi del I d.C.), sulla quale si conserva l’iscrizione in lettere di bronzo del magistrato locale che ne ordinò la realizzazione (Aulus Aemilius). Ai lati del foro sorgevano i principali edifici pubblici della città romana. Sul lato orientale sorgeva la Basilica, i cui resti furono disegnati da Baldassarre Peruzzi e in seguito ricoperti dal Palazzo della Bonificazione Pontina, eretto tra il 1780 e il 1785 e che ha successivamente inglobato anche il Palazzo De Vecchis. Sul lato nord, i bombardamenti del 4 settembre 1943 hanno permesso di rimettere in luce un porticato affacciato sulla via Appia e sopraelevato di tre gradini, con colonne e pavimentazioni in marmo, alle spalle del quale si sono rinvenuti i resti del teatro romano, in parte ancora ricoperti dalle case medioevali, che hanno assunto una caratteristica pianta curvilinea, poggiandosi sopra le sue strutture. Sul lato occidentale sorgeva un grande tempio marmoreo di età imperiale, in seguito inglobato nella cattedrale, che conserva parte dell’alto podio, in cui si aprivano locali per il deposito degli oggetti sacri, oggi trasformati in botteghe. A fianco di questo, verso nord, un secondo tempio più piccolo, identificato nel Capitolium della colonia romana. Il tempio in origine con quattro colonne in facciata di stile tuscanico, era infatti dotato di tre celle affiancate, costruite in opera reticolata in cui si alternano tufelli di tufo giallo e di calcare scuro.

La Cattedrale di San Cesareo
La cattedrale che inglobò il tempio maggiore fu costruita e consacrata a San Cesareo (o Cesario) nel 1074, mentre ad un rifacimento del XII-XIII secolo risalgono il campanile e il portico antistante, con fusti di colonna riutilizzati da più antichi edifici romani e capitelli ionici, basi decorate con leoni e trabeazione, in parte scolpita e con fregio a mosaico (prima metà del XIII secolo) in stile cosmatesco. L’interno a tre navate è suddiviso da colonne ugualmente romane riutilizzate, conserva un pavimento cosmatesco. Alla stessa epoca si devono il pulpito e il cero pasquale. Agli inizi del XVIII secolo l’interno ricevette una copertura a volta. Dal 1986, nel contesto della ristrutturazione delle diocesi d’Italia, la chiesa di San Cesareo ha assunto il titolo di concattedrale. In questa chiesa venne eletto papa, nel 1088, Urbano II, colui che al grido Deus Vult! (Dio lo vuole!) bandì la prima Crociata in Terra Santa (1096-1099).

Palazzo Venditti
Sul fianco destro della cattedrale si affaccia sulla piazza anche il Palazzo Venditti, del XIII secolo, originario palazzo civico, che scavalca con un grande arco gotico la via Appia e conserva una delle trifore originarie. Le forme architettoniche sono quelle proprie dell’architettura cistercense, adattate ad usi civili.

Torre Frumentaria o Torre dei Rosa
Sul lato meridionale della piazza si eleva alla stessa altezza del campanile la contemporanea Torre Frumentaria o “Torre dei Rosa” (XII-XIII secolo), che fu probabilmente in possesso di questa famiglia.

Il Palazzo vescovile
Tra la torre e la chiesa è il Palazzo vescovile, risalente in origine all’epoca carolingia e ristrutturato in epoca medioevale, nel XVII secolo dal vescovo Cesare Ventimiglia, e infine nel 1786 da papa Pio VI. L’attuale configurazione nulla conserva di antico, essendo stato quasi completamente ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Chiesa di San Giovanni
Nel centro cittadino si trova anche la chiesa di San Giovanni, che ha trasformato nel Seicento la medioevale chiesa dedicata a San Lorenzo, di cui resta solo il campanile. La chiesa si presenta attualmente a navata unica con cappelle laterali, coperta da una volta ribassata e da una cupola a pianta ellittica.

Chiesa del Purgatorio
La chiesa del Purgatorio, ora sconsacrata, fu costruita entro il 1780 al posto dell’antica chiesa di San Nicola. Presenta pianta centrale ed una facciata con alto ordine unico di lesene, sormontato da un timpano mistilineo.

Castello dei Frangipane
In posizione dominante sull’abitato si erge il Castello dei Frangipane, costruito in più fasi successive a partire dalla fine del X secolo e ingrandito fino al XV secolo. Gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale conserva solo il maschio centrale, parte più antica, e parte dell’ala sud.

Edifici medievali
Numerose altre case cittadine risalgono all’epoca medioevale: case-torri fortificate o case gotiche con bifore e a volte scale esterne con ballatoi (profferli), risalenti per la maggior parte al XII-XIII secolo. Altri palazzi sono dovuti alle ristrutturazioni rinascimentali di case medioevali o a nuove costruzioni contemporanee (casa del notaio Nicola Savio del 1536, costruita a ridosso delle mura. La rinascita della città nel corso del XVIII e XIX secolo comportò ristrutturazioni e accorpamenti di gruppi di case medioevali e trasformando gli edifici con un aspetto omogeneo. A questi interventi si accompagnarono nuove edificazioni, sia per case d’affitto destinate ai ceti medi, sia per residenze signorili (Palazzo Vitelli, provvisoria residenza papale), sia per strutture pubbliche (“Palazzo della Bonificazione Pontina” e “Nuova fabbrica dei forni”, costruita dal comune nel 1785).

Palazzo Braschi
Un intervento di particolare importanza si ebbe con la costruzione da parte del nipote del papa, di Palazzo Braschi (1787-1795), destinato a sede papale. Il nuovo palazzo inglobò palazzi più antichi e le rovine della chiesa di Santa Maria in Posterula, e venne collegato nel 1792 per mezzo di una rampa (oggi via Posterula) e l’abbattimento di un tratto di mura, sia alla città alta e alla via Appia, sia al nuovo Borgo Pio nella città bassa.

Chiese site fuori dell’antico centro abitato

Chiesa della Madonna delle Grazie
La chiesa è stata rifatta dal vescovo Cesare Ventimiglia (1615-1645) e precedentemente dedicata a Santa Maria della Basilica Nuova nel 1163 da papa Alessandro III al posto di un altro edificio più antico.

Chiesa della Madonna dell’Annunziata
Risale al XIII secolo e danneggiata dai bombardamenti.

Chiesa e Convento di San Domenico
Il complesso è stato edificato alla metà del XIII secolo. La facciata conserva un rosone e un portale sormontato da un piccolo protiro.

Chiesa e convento di San Francesco
Il complesso è stato fondato secondo la tradizione dallo stesso santo nel 1222 (si conserva il piccolo campanile) e gravemente danneggiato dalla guerra, fu adibito ad ospedale tra il 1874 e il 1994.

Santuario di Maria SS. della Delibera
L’edificio, a tre navate gestito da frati, conserva l’antico e venerato affresco absidale della Madonna della Delibera del Quattrocento, che viene incoronata ogni dieci anni.

Chiese varie
Inoltre tra le chiese più moderne troviamo la Parrocchia dei Santi Damiano e Cosma in località Le Arene, la Parrocchia San Domenico Savio e la Parrocchia del Santissimo Salvatore in piazza Garibaldi.

Le mura
Le antiche mura di cinta di epoca volsca e romana, di cui rimangono visibili solo alcuni tratti, erano state in seguito sormontate dalla nuova fortificazione costruita nel V secolo. Dopo il loro abbandono, una parte del camminamento di ronda fu trasformata in passeggiata pubblica e circondata da abitazioni. Delle porte cittadine la Porta Albina fu abbattuta nel 1831, mentre della Porta Maggio, distrutta alla fine del Settecento rimangono solo le torri laterali, trasformate in abitazioni. Una nuova porta di accesso all’abitato, Porta Romana, fu realizzata nel 1780 sul lato nord-occidentale, su progetto di Gaetano Rappini, riunendo alla città il borgo esterno di “Cipollata”. La nuova costruzione si appoggia ad una torre più antica, con basamento in opera poligonale e sopraelevazione in opera incerta, parte probabilmente della cinta muraria più antica. Nella parte alta della città si conserva anche una torre medioevale, realizzata in blocchetti di calcare inframmezzati da filari con mattoni e datata al X secolo.

TERRACINA BASSA

La parte bassa della città ebbe due momenti di espansione: il primo sotto i Romani, lungo la via ad Portum, tra il porto e la fertile valle agricola a nordovest (soprattutto tra I secolo a.C. e I secolo d.C.), e il secondo soprattutto nel XIX e XX secolo. Alla fase romana appartengono una seconda piazza forense (cosiddetto Foro Severiano), un anfiteatro e delle terme (Terme alla marina), a cui si aggiungono ville e residenze (la villa detta delle “Terme Nettunie”, resti di ville presso i “Granai Antonelli”). Lo sviluppo crebbe con il cambiamento di percorso della via Appia, reso possibile dal taglio del Pisco Montano, e con la ricostruzione del porto (tradizionalmente attribuiti all’epoca traianea, ma secondo un’ipotesi di Filippo Coarelli da retrodatare al I secolo a.C.). Sono tuttora visibili i resti dei due moli antichi e dei magazzini portuali. La collina di sabbia del Montuno, oggi parco pubblico, si formò probabilmente in seguito ai lavori di scavo per la realizzazione del porto.

Le mura e le porte
Le mura del V secolo racchiusero solo una parte di questo abitato inferiore, che doveva essere già parzialmente abbandonato. In epoca altomedioevale il territorio vide la fondazione di chiese e conventi extra-urbani. La parte bassa era in abbandono: il porto e i canali si andarono insabbiando e divennero inutilizzabili. Il passaggio della via Appia sotto il Pisco Montano venne fortificato (la porta venne ricostruita nel XVII secolo come Porta Napoletana).

Borgo Pio
A partire dal 1785 papa Pio VI diede nuovo impulso alla città, avviando la bonifica delle paludi pontine, organizzata intorno al nuovo insediamento di Borgo Pio, sul nuovo canale, scavato nell’antico porto insabbiato. Sorsero diversi edifici pubblici: il palazzo del “Pozzo del Grano” o dei “Granari”, oggi Palazzo Cardinali, costruito come magazzino e dotato di un piccolo porto circolare (lo “Squero”), poi interrato; “Granai dell’Abbondanza” e “Palazzino Camerale”, sorti sul molo settentrionale romano, distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Vi si ebbero anche costruzioni di edilizia popolare (ad esempio le “Case Pellegrini” per i pescatori, oggi scomparse) e la piccola chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, edificata nel 1783 e ridotta in rovina dai bombardamenti, era stata voluta dal papa come parrocchia del nuovo borgo marinaro.

La Piazza
Il futuro sviluppo della città venne impostato secondo un progetto urbanistico coerente, impostato sull’asse del canale e della “strada Pia” (via Roma). Lungo questa via principale Giuseppe Valadier progettò nel 1794 la neoclassica semicircolare piazza Garibaldi, che venne realizzata progressivamente nel secolo seguente dagli architetti Pietro Bracci e Antonio Sarti e dall’ingegnere Luigi Mollari.

La Chiesa
La chiesa del Santissimo Salvatore, sul lato opposto del semicerchio, venne progettata sempre dal Valadier a pianta centrale, ma fu realizzata da Antonio Sarti tra il 1830 e il 1847 a tre navate. L’altra grande piazza cittadina, “Piazza della Marina”, oggi Piazza della Repubblica, già prevista nel progetto originario, venne realizzata progressivamente con la costruzione dei palazzi che la circondavano.

Il porto-canale
L’attuale porto-canale, già previsto dal 1777, fu realizzato sotto papa Gregorio XVI e completato dopo il 1843, con lo scavo del canale nell’insabbiamento dell’antico porto romano e la costruzione di un nuovo molo verso est.

MUSEI

Il nuovo Museo della Città si trova dentro il Palazzo della Bonificazione Pontina, che il papa Pio VI volle come centro propulsivo dei lavori di disseccamento della palude pontina. Al suo interno il museo archeologico, che presenta anche il nucleo originario della collezione di antichità del Museo civico “Pio Capponi”, dedicato a un grande appassionato cultore della storia locale, con il sostegno dell’allora Direzione statale delle Antichità e Belle Arti: vi segnaliamo tra l’altro l’epigrafe di Teodorico (iniziatore della Bonifica), la testa della ninfa Feronia (la cui sorgente terracinese fu cantata da Orazio), la statua di Giove fanciullo, la statua di Nettuno, reperti dell’epoca repubblicana e imperiale; il museo della Bonificazione Pontina, con una parte dedicata anche a quella del Ventennio a Borgo Hermada. All’interno del Palazzo sono presenti anche l’archivio storico e la biblioteca comunale “Adriano Olivetti” (con diversi testi storici). Al suo interno si trova un angolo bar e una terrazza panoramica per organizzazione di eventi e happenings.

Il Museo civico “Pio Capponi” occupa il primo livello della Torre Frumentaria, edificio del XIII secolo prospettante l’area monumentale del Foro Emiliano, nel cuore del centro storico alto. L’Istituto fu fondato nel 1894 per dare organica sistemazione ai reperti provenienti dal territorio ed ai materiali che lo scavo condotto nel sito archeologico del santuario di Monte Sant’Angelo stava restituendo in quegli anni. Il nucleo originale della raccolta museale, ospitata nei locali al piano terreno dell’emiciclo di Piazza Garibaldi, già agli inizi del 1900 si arricchì grazie alle donazioni effettuate da eminenti famiglie locali e dallo stesso Pio Capponi, fondatore e direttore dell’Istituto, al quale si deve nel 1907 la redazione del primo inventario dei materiali. La collezione negli anni Trenta fu trasferita e riorganizzata in una nuova vicina sede, attualmente occupata dell’Istituto Professionale. Durante gli ultimi eventi bellici la raccolta subì perdite consistenti, fortunatamente compensate dai successivi incrementi, dovuti a rinvenimenti e recuperi effettuati sul territorio. Il più recente riordinamento, curato nel 1999, si pone in rapporto di continuità con gli interventi realizzati agli inizi degli anni Sessanta, periodo al quale risale il trasferimento della raccolta nel nuovo Palazzo comunale, ricostruito nella città alta.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.