Il Paradiso in Terra: l’Oasi di Ninfa

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Per chi vuole passare una splendida giornata di sole completamente immerso nella natura e apprezzare le innumerevoli varietà dell’ecosistema vegetale del nostro territorio (e non solo!), niente di meglio che visitare il Giardino Orto-botanico di Ninfa.

Si tratta di un vero e proprio monumento naturale, situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con le vicine località di Norma e Sermoneta, a soli 45 km da Terracina. Si tratta di un tipico giardino all’inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino.

STORIA

Il paese, il cui nome sembra derivare da un tempio di età classica dedicato alle Ninfe, presente su un isolotto del piccolo lago, doveva esistere già durante l’epoca romana, ma si trattava di un piccolo centro agricolo. Durante la metà dell’VIII secolo papa Zaccaria ebbe in dono il uogo dal sovrano bizantino Costantino V, in segno di riconoscenza per aver contrastato l’avanzata dei Longobardi intercedendo presso il re Liutprando.

Ninfa, durante i suoi sei secoli di storia, passò sotto il dominio di diverse famiglie nobili romane: dai conti di Tuscolo ai Frangipane, agli Annibaldi e ai Colonna. Nel 1297 Pietro Caetani acquistò Ninfa per 200mila fiorini d’oro e nel 1369 la città passò sotto il dominio dei Caetani di Fondi, capeggiati da Onorato I, che saldò i debiti accumulati dai suoi predecessori e restaurò la cinta muraria. Il papa avignonese Clemente VII, alleato di Onorato, gli confermò la carica di rettore della zona: questo fece scattare da parte del papa di Roma Urbano VI la scomunica a Onorato, privandolo di tutti i diritti e provocando una violenta lotta, che sfociò con un assedio a Ninfa, la quale venne saccheggiata e nel 1381 completamente distrutta a colpi di piccone. Dopo questo episodio, Ninfa non venne più ricostruita: resistettero poche capanne di contadini che lavorano le campagne circostanti, anche se con l’avanzamento della palude e il propagarsi della malaria i pochi residenti furono costretti a lasciare la zona.

Fu solamente nel 1921 che Gelasio Caetani iniziò la bonifica della zona ed il restauro di alcuni ruderi di Ninfa, in particolar modo della torre e del municipio, per farne una residenza estiva; contemporaneamente, sotto la guida della madre Ada Wilbraham, che aveva già realizzato un orto botanico a Fogliano, iniziò a piantare diverse specie botaniche che portava dai suoi viaggi all’estero e che ben si sviluppavano a Ninfa per via del clima favorevole, molto umido, regalato dal fiume Ninfa e dalla rupe di Norma, che bloccava il passaggio delle nubi più basse provocando frequenti piogge. I lavori per l’allestimento del giardino furono proseguiti poi da Roffredo Caetani, dalla moglie Marguerite Chapin e dalla figlia Lelia Caetani: furono proprio le due donne e soprattutto Lelia, durante gli anni trenta, a dare al giardino una struttura all’inglese. Ninfa ospitò diverse personalità di spicco del ‘900 come il poeta Gabriele D’Annunzio o lo scrittore Boris Leonidovič Pasternak, autore de Il dottor Živago o, nel 1935, Benito Mussolini in visita all’agro pontino. Lelia Caetani, senza eredi, fu l’ultima rappresentante della famiglia, che dopo oltre settecento anni estingueva il suo casato: la donna però, prima della sua morte, avvenuta nel 1977, diede vita ad una fondazione, chiamata Roffredo Caetani di Sermoneta, al quale intestò oltre al castello di Sermoneta anche il giardino ed è ancora tale fondazione che oggi si occupa del parco. Intorno al giardino a partire dal 1976 è stata istituita un’oasi del WWF a sostegno della flora e della fauna del luogo, che la bonifica della palude aveva portato alla scomparsa.

Nel 2000 tutta l’area di Ninfa è stata dichiarata monumento naturalistico e il giardino è stato considerato dal The New York Times, come il più bello al mondo. Aperto solo in alcuni periodi, il giardino viene visitato da circa cinquantamila turisti all’anno.

IL GIARDINO

Il giardino, della grandezza di otto ettari, ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazioni oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell’agro pontino nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina e il Circeo; a partire dagli anni ’30 le acque risorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa/Sisto. Nelle acque dell’alto corso del Ninfa vive la Trota macrostigma, localmente conosciuta anche con il nome di Trota di Ninfa.

FLORA

Nei pressi della chiesa di San Giovanni è possibile osservare un noce americano, diversi meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche e un pino a foglie di color argento. Alla spalle della chiesa di Santa Maria Maggiore una bignonia gialla, un gruppo di yucca e diversi roseti, mentre presso la facciata principale si trova un cotinus coggygria, chiamato anche albero della nebbia, con delle infiorescenze a piumino rosa, simili a zucchero filato ed un cedro sul cui tronco è poggiata una tillandsia, pianta senza radici che ricava il nutrimento dall’umidità dell’aria. Lungo il viale dei cipressi delle erythrina crista-galli, fiori di colore scarlatto simili ad uccelli tropicali, mentre lungo il viale delle lavande dei ciliegi penduli, un pino dell’Himalaya, dei banani, un pino messicano e un’acacia sudamericana. Nella zona dedicata al giardino roccioso si trovano iberis, eschscholzia, veronica, alyssum, aquilegia, dianthus e melograni nani. Vicino al ponte del macello si trovano clematis armandii a fiori viola, ortensie rampicanti, aceri, un pioppo; proseguendo lungo il fiume si incontra un boschetto di noccioli, un acer saccharinum e un liriodendron tulipifera, chiamato anche albero dei tulipani. Nei pressi del ponte romano una photinia serrulata, gelsomini, glicini e prima di arrivare al ponte di legno un gruppo di bambù provenienti dalla Cina. Al ponte di legno è posta una gunnera manicata, tipica degli ambienti fluviali brasiliani, dei papiri, un cedro ed una casuarina tenuissima, proveniente dall’Australia. Sul municipio una lonicera involucrata, mentre davanti al castello una magnolia stellata.

FAUNA

A partire dal 1976, su un’area di circa 1.800 ettari intorno al giardino, è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa: è stato realizzato un impianto boschivo ed un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna ed allo stesso tempo si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni trenta, prima che la zona pontina venisse del tutto bonificata. L’area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell’Europa. Dopo la creazione dell’oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e alcune specie di rapaci.

APERTURA AL PUBBLICO

Il Giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato esclusivamente attraverso visite guidate, al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.

CALENDARIO 2018

Marzo: 31
Aprile: 1 – 2 – 7 – 8 – 15 – 22 – 25 – 29
Maggio: 1 – 5 – 6 – 13 – 20 – 27
Giugno: 2 – 3 – 17
Luglio: 7 – 8 – 22
Agosto: 4 – 5 – 15
Settembre: 1 – 2
Ottobre: 6 – 7
Novembre: 4

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